Sindaco San Stino: sì all’ammodernamento, no al quadruplicamento

Posted on luglio 3, 2012 di

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PERCHE’ IL COMUNE DI SAN STINO HA ESPRESSO PARERE NEGATIVO SULLA PROPOSTA DI QUADRUPLICAMENTO DELLA LINEA FERROVIARIA VENEZIA-TRIESTE

Ieri sera il Consiglio Comunale di San Stino si è espresso con voto unanime dei presenti (una parte dell’opposizione ha abbandonato l’aula al momento della votazione) sullo studio di fattibilità, presentato dal Commissario straordinario per la TAV Mainardi, che prevede il “quadruplicamento della tratta Mestre – Portogruaro in affiancamento alla linea storica”. Qui potete leggere la delibera.

Il Consiglio ha dato PARERE FAVOREVOLE limitatamente alla sistemazione e ammodernamento della linea esistente compreso:
* la realizzazione degli interventi puntuali previste dalle stesse Ferrovie nella “Modellazione e simulazione microscopica della circollazione ferroviaria”, allegata al Progetto preliminare del 2010, quello della cosidetta “linea litoranea” (quadruplicamento bivio S. Polo Monfalcone, raddoppio della attuale linea di cintura di Mestre, sistemazione di una serie di stazioni, interconnessione e posto di movimento di Aurisina), secondo la quale, con questi interventi, è possibile passare dagli attuali 17 treni merci al giorno a 104 treni al giorno, che si riducono ad 82 (quasi cinque volte il traffico attuale) ipotizzando l’introduzione di treni passeggeri veloci ad una frequenza bi-oraria;
* l’incremento della capacità di attraversamento merci del nodo di Venezia mediante la realizzazione del raddoppio della linea ferroviaria Portogruaro-Vicenza, via Treviso e Castelfranco (soluzione prospettata come “la più semplice” nella citata “simulazione” prodotta dalle Ferrovie);
* la realizzazione, ove possibile, nel rispetto dei centri abitati e delle fragilità ambientali del territorio, di nuovi tratti di binario di interscambio o di sosta per la mobilità locale.

Il Consiglio ha espresso, invece, PARERE CONTRARIO sul quadruplicamento della linea esistente per gli impatti negativi che ciò comporta per il nostro territorio e perchè, in sostanza, tale assurda spesa non serve.
Alla luce degli studi che sono a disposizione di tutti e delle proposte di intervento sulle linee esistenti, si riesce ad ottenere una capacità di trasporto, sia di persone che di merci, che è cinque/sei volte quella attuale! Allora di cosa stiamo parlando?
I vari tifosi di questa o quella soluzione, i partigiani del trinomio “nuova linea – sviluppo – lavoro” hanno perso di vista la madre di tutte le domande: serve veramente?
Alla luce dei dati e delle più rosee previsioni sull’incremento della domanda di trasporto su ferro (e siamo tutti paladini di una inversione radicale dalla strada alla ferrovia!), alla luce degli studi più seri, non è necessario chiedere un sacrificio di questo genere al territorio (e così oneroso al Paese) per guadagnare qualche minuto per i treni veloci da Venezia a Trieste (la Slovenia li farà transitare sui binari costruiti da Francesco Giuseppe).
Se ci sono soldi, ripeto, se ci sono soldi, sistemiamo le linee esistenti, facciamo viaggiare meglio anche quelli che si spostano ogni giorno e che abitualmente non prendono il “freccia rossa“. Se resteranno ancora dei soldi, poi, anzichè sfregiarlo ancora, impieghiamoli per aggiustare un territorio che crolla, smotta, frana, si allaga, ecc. ecc. E’ lavoro anche questo!
E, per cortesia, smettiamola di parlare dei finanziamenti dell’U.E. per questa mirabile opera! L’U.E. contribuiva, ripeto, contribuiva negli anni passati, ma ora è cambiato il mondo, con finanziamenti per i tratti di ferrovia in prossimità del confine. Nel nostro caso, un pezzettino in territorio Italiano e un pezzettino in quello Sloveno.

Vorrei concludere ricordando a tutti il dibattito e le polemiche di qualche settimana fa sulle dichiarazioni dell’A.D delle Ferrovie, Mauro Moretti, che ha prospettato una riduzione drastica dei treni regionali per mancanza di fondi. Sono a rischio cinque coppie di “regionali veloci” proprio sulla tratta Venezia – Trieste. Con buona pace dei pendolari, lavoratori e studenti! Ma alle grandi imprese che hanno per le mani un affare di svariati miliardi questo non importa! Ma allora, di cosa stiamo parlando?

Luigino Moro

 di San Stino di Livenza

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